Италия: / il Giornale.it / 13.02.2017. (link)

Malofeev, pianoforte del nuovo millennio.

Quando Alexander Malofeev è apparso sul palcoscenico della Scala, sembrava avere meno anni di quanti denunciasse la sua anagrafe ufficiale: nato a Mosca nel 2001. Corpo di taglia ancora adolescenziale e viso implume da cherubo biondo. Le mani invece, grandi, magnifiche, impressionanti: sembravano quelle di un'altra forma vivente innestate per magia. Quando Malofeev ha attaccato i primi accordi, impacciato, contratto, bloccato, il teen ager moscovita sembrava davanti al primo concerto di Cjaikovskij Davide contro il gigante Golia. Poi ha cominciato subito a prendere le misure e a mostrare di quale pasta tecnica e di quale maturità era fatto, lasciando il pubblico ammirato per la precisione e la bellezza del suono. Qualità che risultavano ancor più evidenti se paragonate alla fiacchezza e alle non rare imprecisioni orchestrali, la Filarmonica della Scala era diretta da Valerij Gergiev. Esaurita la gratitudine al direttore russo per aver fatto da chaperon a un simile artista in erba (per i credenti è una manifestazione dell'esistenza di Dio), stendiamo un velo sulla concertazione che pareva improvvisata alla bisogna. Nelle cadenze solistiche Malofeev ha mostrato una naturale propensione per la ricchezza sonora e tecnica di Liszt e dei francesi moderni. Un'attitudine confermata dai bis: una trascrizione stupenda dell'apoteosi dello Schiaccianoci di Cjaikovskij e Gaspard de la nuit di Ravel. Se le sirene e i pericoli del successo non lo distrarranno, il pianoforte del nuovo millennio ha già un nuovo profeta.

Giovanni Gavazzeni - Lun.

Италия: / Musica News, Teatro alla Scala / 08.02.2017. (link)

Il giovanissimo Alexander Malofeev (con Gergiev e la Filarmonica) conquista la Scala!

Lunedì 6 febbraio al Teatro alla Scala di Milano il M° Valery Gergiev è tornato sul podio della Filarmonica della Scala per il quarto concerto della stagione (del terzo concerto della stagione diretto dal M° Chailly vi abbiamo parlato qui).

Un teatro gremito ha assistito a quello che è stato il debutto italiano del giovanissimo e talentuoso pianista (classe 2001) Alexander Malofeev, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Primo Premio al Concorso Čajkovskij nel 2014 e il Grand Prix del Concorso Grand Piano di Mosca nel 2016. Quando sale sul palcoscenico e si accomoda al pianoforte, il giovane Malofeev è parso sicuro e confidente, nonostante l’aspetto sia quello di un bambino. Primo brano in programma per lui il celeberrimo primo concerto per pianoforte e orchestra di Čajkovskij che ha suonato con sicurezza e impeto degni di un navigato professionista. Sostenuto dall’appassionata concertazione di Gergiev, Malofeev ha saputo eseguire tecnicamente e interpretativamente tutti i movimenti del concerto lasciando con il fiato sospeso gli spettatori. Gergiev riesce al meglio ad entrare nella partitura di Čajkovskij e bene lo asseconda il giovane pianista russo, sicuramente destinato a far molto parlare di sé. Malofeev è stato accolto da numerosissimi applausi che lo hanno portato a regalare al pubblico in sala ben due bis che bene hanno mostrato le capacità tecniche ed espressive del giovane: prima la versione pianistica del famoso pas de deux da Lo Schiaccianoci sempre di Čajkovskij e poi il brano Ondine tratto dal temibile Gaspard de la nuit di Maurice Ravel. Toccante, ma vigorosa l’esecuzione del pas de deux dal celebre balletto, mentre è nel brano di Ravel che il giovane Malofeev dimostra al pubblico tutta la sua bravura. In un brano tra i più ostici del repertorio pianistico per il suo andamento dal ritmo continuo ed estremamente espressivo, il giovane russo è riuscito a stupire per la facilità con cui si è avvicinato alla composizione. Manca forse un suo marcato segno interpretativo, ma vista la giovanissima età siamo sicuri che crescerà tanto da saperci regalare numerosi e toccanti momenti di stupore pianistico.

La seconda parte della serata aveva in programma i Quadri da un’esposizione di Musorgskij, nella concertazione di Ravel; l’esecuzione è fortemente intrisa della personalità di Gergiev che riesce ad imprimere con forza la sua lettura, capace di dar voce alla profonda anima russa della composizione, così intrisa di rimandi alla cultura popolare che prendono vita grazie anche all’espressiva orchestrazione di Ravel.

Un altro grande concerto per questa stagione della Filarmonica della Scala che vede alternarsi sul podio alcuni dei più importanti direttori della scena musicale.

filarmonica.it